Se state cercando una fuga dalla calura estiva e dal caos delle mete più affollate, ho il posto perfetto per voi. A Ferragosto ho deciso di vivere una nuova esperienza in un luogo che conosco e frequento già da anni per la sua ottima cucina alla carta: Cà Giannino (o Casa Giannino). Questa volta, però, ho voluto provarlo in veste di festa, scoprendo il loro speciale menù fisso. E il risultato ha superato ogni aspettativa.
La posizione strategica: tra panorami e tranquillità
Il ristorante si trova lungo la strada che collega Fivizzano al Passo del Cerreto, sul versante toscano dell’Appennino. La sua posizione è davvero strategica:
- Vicinissimo al Passo del Cerreto, ma situato comodamente sulla strada principale.
- Lontano dal caos che solitamente caratterizza il Lago del Cerreto nei giorni di festa o nei weekend estivi.
- Facilmente raggiungibile, trovandosi a meno di un’ora dalla provincia di La Spezia, ed è un vero e proprio punto di confine facilmente accessibile sia dalla Toscana che da Reggio Emilia.
Una volta arrivati, ad accogliervi ci sono un parcheggio enorme e vastissimo e una vista stupenda che spazia sulla valle. Ma non è tutto: la struttura è anche un hotel e custodisce sul retro una stupefacente piscina con vista panoramica sulla valle e sul vicino paese di Sassalbo.
Tradizione e calore familiare
Cà Giannino è un locale che profuma di casa, grazie a una conduzione rigorosamente familiare in cui ben tre generazioni convivono e lavorano fianco a fianco, dalla cucina alla sala. Questa sinergia si riflette nell’accoglienza calorosa e in una cura per il cliente che oggi è sempre più rara da trovare.
La cucina offre cibo di altissima qualità, con porzioni generose (e vi assicuro che non sto scherzando!) e prezzi assolutamente in linea con la qualità eccellente di ciò che si ha nel piatto. È una lavorazione d’eccezione, di quelle che solo chi frequenta la zona e ne conosce la storia può appieno comprendere e apprezzare.





Il menù di Ferragosto: un viaggio nei sapori autentici
Il pranzo di Ferragosto è stato un vero trionfo della tradizione appenninica:
- L’Antipasto: Uno splendido tagliere misto ricco e variegato, composto da ottimi affettati, torta di verdura, crostini, funghi sott’olio, polenta, gnocchi fritti e molte altre delizie.
- I Primi: Abbiamo gustato due piatti eccezionali:
- Un risotto ai funghi così ricco da meritarsi l’appellativo di “fungotto”, caratterizzato da una quantità spettacolare di funghi deliziosi che si scioglievano in bocca.
- Dei classici ravioli al ragù di carne, semplicemente buonissimi.
- I Secondi: Anche in questo caso le porzioni sono state abbondanti e di qualità superba. Abbiamo assaggiato un’ottima tagliata e delle costine di agnello fritte sublimi, con contorno di patate al forno. Come se non bastasse, la generosità della casa è enorme: se si desiderava fare il bis, bastava chiedere e i gentilissimi camerieri ne riportavano ancora!
- Il Dolce: Per concludere in bellezza, uno splendido gelato alla crema accompagnato da frutta di stagione.
Un territorio da esplorare: tra il Passo del Cerreto e il Parco dei Frignoli
Scegliere Cà Giannino significa anche trovarsi nel cuore di un territorio straordinario, ideale per completare la giornata con una gita nella natura del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
A pochissima distanza dal ristorante e salendo verso il valico, si incontra il Passo del Cerreto, una meta iconica circondata da faggete secolari, perfetta per respirare aria fresca e godersi panorami mozzafiato che spaziano fino al mare nei giorni più limpidi. Subito sotto, immerso nella quiete della frazione di Sassalbo, merita una citazione speciale il Bioparco dei Frignoli: un’oasi di biodiversità di circa 10 ettari all’interno del parco che comprende un interessante orto botanico, sentieri naturalistici, aree di ripopolamento della fauna fluviale e un delizioso percorso avventura ideale per le famiglie.
Unire la sosta a Cà Giannino a una passeggiata in queste aree verdi trasforma una semplice gita fuori porta in un’esperienza rigenerante a 360 gradi, unendo il piacere della tavola alla bellezza incontaminata della montagna.

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