Ci sono sapori che non hanno bisogno di etichette per essere riconosciuti. La Scherpada per me non è semplicemente un piatto: è il profumo dell’infanzia, l’eco delle voci di mia nonna e di mia madre in cucina, il gesto antico e sapiente delle mani che lavorano la sfoglia.
Eppure, nonostante conoscessi ogni segreto di questa ricetta tramandata di generazione in generazione, quest’anno ho deciso di compiere un piccolo grande rito di passaggio: per la prima volta mi sono recata fisicamente a mangiarla nella sua dimora naturale, la famosissima sagra di paese a Ponzano Superiore. Tutte le serate erano sold out ma prenotando con largo anticipo era possibile riservarsi un tavolo.
L’Arrivo: Logistica Perfetta tra Borgo e Valle
Arrivare a Ponzano Superiore in una serata di festa può sembrare un rompicapo logistico, data la naturale conformazione del luogo e il poco parcheggio disponibile. Ma l’organizzazione della sagra si è rivelata impeccabile: un comodo servizio bus navetta gratuito, attivo continuativamente dalle 19 alle 24, fa la spola tra la festa e un ampio parcheggio situato strategicamente presso il centro commerciale a Santo Stefano di Magra. Un servizio encomiabile, comodo e rilassante, che permette di immergersi subito nell’atmosfera della festa senza l’ansia del posteggio.
Giunti a destinazione, l’accoglienza è calorosa e precisa. Personale dello staff ti accoglie col sorriso, ti indica il tavolo assegnato — che rimane riservato per tutta la durata della serata — e ti consegna i fogli del menù da compilare. Nessuna folle attesa in piedi: il tavolo è lì che ti aspetta, un piccolo rifugio conviviale sotto le stelle.
Un Banchetto tra Tradizione e Convivialità
Leggere il menù è un esercizio di pura gioia gastronomica. Ovviamente la regina incontrastata è lei, la mitica Scherpada, che arriva in tavola già deliziosamente condita con un filo d’olio e una generosa spolverata di parmigiano che ne esalta la fragranza. Ma l’offerta è ricca e variegata, capace di accontentare ogni palato.
Per la nostra cena abbiamo scelto di spaziare tra i classici della sagra. Oltre alla superba Scherpada, abbiamo ordinato dell’ottima carne alla brace mista, tenera e saporita, e dei ravioli fatti a mano che conservavano tutto il calore della cucina casalinga. Non potevamo poi rinunciare agli sgabei, dorati e soffici, noti altrove come gnocco fritto. Per concludere in dolcezza, ci siamo fatti tentare dalle torte al cioccolato, pur sapendo che la carta offriva alternative altrettanto invitanti come il tiramisù, la torta al limone e la classica pinolata.
Nonostante la straordinaria affluenza di pubblico, la macchina organizzativa gira come un orologio svizzero: il servizio al tavolo da parte dello staff è celere e cordiale, e anche le code per ordinare e pagare sono sorprendentemente brevi. È raro trovare una sagra popolare capace di coniugare numeri così grandi con un’efficienza e una cura così impeccabili. A fine serata, la navetta ci ha riaccompagnati comodamente alla macchina, chiudendo il cerchio di una serata perfetta. Esperienza caldamente consigliata.
Lasciare Ponzano Superiore dopo una serata come questa significa non solo portarsi nello stomaco il sapore autentico della Lunigiana, ma custodire negli occhi la bellezza di un borgo che profuma di storia. Arroccato sulle colline che dominano la valle del Magra, questo gioiello medievale offre scorci suggestivi, vicoli silenziosi in pietra e una vista panoramica che spazia dalle Alpi Apuane fino al mare.
Non è un caso che proprio queste terre siano solcate dalla Via Francigena, l’antico fascino dei pellegrini che nei secoli hanno calpestato queste stesse pietre, cercando ristoro e spiritualità. Sedersi a tavola qui, gustando una Scherpada, è un modo moderno ma profondamente radicato di continuare quel pellegrinaggio: un viaggio in cui la cultura non si legge soltanto nei libri, ma si mastica, si condivide e si celebra insieme.

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